Il dato cumulato segna un incremento di oltre 200.000 rimozioni in sette mesi, ma quasi il 70% degli under 16
Nei giorni scorsi Meta ha pubblicato l’aggiornamento sulla conformità al divieto australiano per i minori di 16 anni. Per chi gestisce campagne su Facebook e Instagram in Australia, il numero più importante non è una voce di compliance: al 30 giugno 2026 l’azienda aveva rimosso l’accesso a più di 750.000 account ritenuti appartenenti a minori di 16 anni. Tradotto in pianificazione, è un taglio d’inventario da leggere in CPM (costo per mille impressioni), frequenza e copertura effettiva, non una notizia di policy.
750.000 account in meno: il taglio d’inventario che Meta non annuncia come tale
Il benchmark non nasce dal nulla. Già nella prima settimana del divieto, dal 4 all’11 dicembre 2025, Meta aveva rimosso quasi 550.000 account di utenti sotto i 16 anni, secondo quanto riportato nel blog policy di Meta di gennaio 2026. Il dato cumulato a fine giugno segna quindi un incremento di oltre 200.000 rimozioni in circa sette mesi. Nei giorni scorsi, sempre sul fronte della distribuzione, Meta ha aggiornato la classificazione dell’App Store di Apple a 16+ in Australia. Tra giugno e luglio, una campagna educativa su Facebook e Instagram ha raggiunto circa 1,3 milioni di persone. Per un media buyer il punto è un altro: se l’inventario legale si restringe, le metriche post-rimozione non diventano automaticamente più pulite.
Il paradosso del 70%: il divieto non ha svuotato i feed
Se 750.000 account rimossi suonano come una vittoria, il dato del 70% racconta un’altra storia. Dal 10 dicembre 2025, le piattaforme di social media con limiti di età devono adottare misure ragionevoli per impedire agli australiani sotto i 16 anni di creare o mantenere un account. Eppure, a marzo 2026, quasi il 70% degli under 16 con account su Instagram, Snapchat o TikTok aveva mantenuto l’accesso dopo l’entrata in vigore del divieto, come riportato da The Guardian. La rimozione massiva, insomma, non svuota i feed: chi ha mantenuto l’accesso continua a generare impression, clic e, se il tracking lo consente, conversioni.
Il paradosso operativo è qui. Un utente sotto i 16 anni che resta dentro la piattaforma non scompare dal target solo perché la legge lo considera non eleggibile. Se il targeting non esclude esplicitamente la fascia d’età, la reach dichiarata include segmenti che la normativa australiana vuole rendere invisibili. In più, l’inventario residuo può risultare distorto: l’account rimosso non è una proxy affidabile della copertura under 16 reale, perché la rimozione avviene a valle, dopo che l’utente è entrato e ha iniziato a consumare contenuti.
La tensione non è solo di Meta. Nei giorni scorsi il primo ministro Albanese ha dichiarato: «There are still too many children on social media». Nello stesso contesto, il governo ha raddoppiato la sanzione massima per le violazioni a 99 milioni di dollari australiani. Questo alza il costo del non verificare l’età: per chi spende in Australia, la reach stimata può includere segmenti che espongono l’inserzionista a rischi reputazionali e, in prospettiva, a un inventario ancora più ristretto.
Per chi pianifica: la reach si compra, la compliance no
Di fronte a un divieto che non morde, le piattaforme hanno reagito in modo diverso. Snapchat, come riportato da Al Jazeera, ha annunciato prima del divieto australiano di dicembre 2025 che gli utenti potranno verificare la propria età tramite l’applicazione ConnectID, collegata ai conti bancari, o tramite software k-ID. Meta ha scelto la rimozione retroattiva degli account. Per chi sposta budget, la differenza non è neutra: un sistema di verifica a monte riduce l’incertezza sull’audience che si sta comprando; una rimozione a valle lascia nel target utenti non eleggibili finché non vengono individuati.
Il punto non è se il divieto funzioni, ma come ricalibrare gli indicatori di performance quando la reach dichiarata include utenti che la legge considera invisibili. Il CPM può restare stabile mentre la composizione del pubblico cambia; il ROAS (Return on Ad Spend, il ritorno sulla spesa pubblicitaria) può salire per segmenti che non sono sostenibili nel medio periodo. Prima di rinnovare un investimento in Australia, chiedi metriche post-rimozione: copertura per fascia d’età dichiarata, tasso di esclusione degli under 16, quota di impression servite su segmenti non verificabili. Se il dato non c’è, il budget va rinegoziato o spostato. I 750.000 account rimossi non sono una garanzia di conformità: sono l’inizio di un problema di misurazione per chi compra reach.




