La personalizzazione esplicita del feed Discover si aggiunge al prompt come terza via per modellare i risultati
L’ultima volta che ho aperto Google Ads, il cruscotto non era una tabella: era un campo di testo. Ho digitato una frase semplice – «andamento conversioni per campagna negli ultimi 7 giorni» – e il report si è ridisegnato davanti ai miei occhi.
Il controllo si sta spostando dalle metriche ai prompt.
Il campo di testo ha sostituito la tabella
Le nuove dashboard di Google Ads trasformano i dati grezzi in visualizzazioni chiare con semplici prompt di testo. A maggio, Google aveva già introdotto le Dashboard Gemini in Google Ads, cruscotti che si personalizzano tramite prompt testuali e si aggiornano in tempo reale in base alla query digitata. Al Google Marketing Live 2026, la strategia è stata esplicitamente inquadrata come la strategia dell’AI per l’esecuzione. Parallelamente, il documento AI Brief è stato annunciato per le campagne AI Max e poi esteso a AI Max per Shopping e Performance Max.
Quando l’utente scrive quello che vuole, il feed smette di essere una SERP
La novità che tocca più da vicino chi lavora sull’organico non sta in Google Ads, ma nell’app Google. Google ha annunciato che presto sarà possibile perfezionare il feed Discover digitando interessi specifici direttamente nell’app. Nell’app Google, gli utenti potranno toccare il menu a tre punti del feed per indicare a Google gli argomenti o i link che vogliono vedere più o meno, in parole proprie. Da lì, possono dire a Google, con parole proprie quali argomenti o link vogliono vedere più o meno. Il feed adattivo ricorda quelle richieste. L’opzione in linguaggio naturale aggiunge una richiesta scritta come terzo modo per modellare il feed.
L’information gain non basta più: il vantaggio si sposta sulla configurazione
Chi in questi mesi ha inseguito l’information gain – la strategia di creare contenuti che aggiungono informazioni nuove rispetto alla SERP (pagina dei risultati del motore di ricerca) – deve fare i conti con un cambio di paradigma. Ryan Law, Director of Content Marketing presso Ahrefs, definisce l’information gain come «Google che premia i contenuti per essere diversi e non solo migliori». L’articolo spiega che per creare un vero vantaggio informativo non si può semplicemente riscrivere la SERP, ma bisogna aggiungere nuove idee.
Domani mattina, chi si occupa di SEO deve chiedersi: il mio contenuto è addestrato per rispondere a una query, o per essere selezionato da una preferenza esplicita? Le dashboard Gemini e la personalizzazione del feed Discover non sono due fenomeni separati: sono lo stesso movimento.
Google sta trasformando il marketing in un menu di preferenze, e la SEO diventa il campo di addestramento per capire come gli utenti configurano le loro richieste. Inseguire l’information gain senza considerare le preferenze esplicite è come ottimizzare per un algoritmo che non esiste più.



