Snapchat trasforma la pubblicità in conversazione con gli AI Sponsored Snaps
Fin dallʼultimo trimestre del 2025, le Lenti GenAI (basate sullʼIntelligenza Artificiale Generativa) hanno raccolto quasi 38 miliardi di impressioni, rendendo Snapchat il terreno dove l’IA non è più una scommessa ma il motore quotidiano della piattaforma. La scorsa settimana, lʼazienda ha compiuto il passo successivo presentando una nuova suite di soluzioni pubblicitarie basate sullʼIA che trasformano lʼadvertising da messaggio unidirezionale a conversazione, ridefinendo le competenze necessarie per chi fa marketing.
La prova dei numeri: l’IA è già mainstream su Snapchat
Non si tratta di previsioni. Snapchat conta oggi più di 950 milioni di utenti attivi mensili e il 47% dei consumatori utilizza l’intelligenza artificiale ogni giorno, un dato che sale tra la Generazione Z, il nucleo storico della piattaforma. Le Lenti GenAI, che permettono di creare immagini personalizzate grazie all’IA generativa, hanno già sfondato il muro dell’adozione di massa: dall’inizio del Q4 2025 hanno totalizzato quasi 38 miliardi di impressioni.
A confermare che l’interazione con l’IA è ormai una seconda natura su Snapchat, arrivano i numeri della messaggistica. Nel primo trimestre 2026, gli snapchatter hanno inviato oltre 950 miliardi di chat, un volume che supera di gran lunga la semplice condivisione di foto. E dal lancio di My AI, l’assistente integrato, mezzo miliardo di utenti ci hanno scambiato messaggi. In pratica, la community già conversa con un’intelligenza artificiale ogni giorno. La domanda, per chi investe in advertising, è: come si traduce questa confidenza in strumenti pubblicitari realmente operativi?
Nuovi formati, nuove regole: come Snap sta riscrivendo l’adv
La risposta di Snap è arrivata con due ondate. Già ad aprile 2025 la piattaforma aveva lanciato le Sponsored AI Lenses, lenti pubblicitarie che sfruttano l’IA generativa per creare immagini uniche e personalizzate, mettendo l’utente al centro del momento brand. Un passaggio che ha trasformato la classica lente AR in un generatore di contenuti one-to-one, capace di diventare virale senza perdere la rilevanza individuale.
Ora Snap aggiunge due tasselli decisivi. Il primo è lo Snap Creator Network, un sistema basato sull’IA che semplifica la scoperta dei creator e l’attivazione delle campagne: l’algoritmo analizza audience, stile e performance per abbinare automaticamente brand e creator, riducendo tempi e complessità della gestione manuale.
Il secondo, ed è quello che cambia le carte in tavola per i marketer, sono gli AI Sponsored Snaps. Qui la pubblicità diventa letteralmente una conversazione. Invece di un messaggio statico, l’inserzione compare come uno snap da aprire, dopodiché l’utente può interagire con un’IA addestrata sul brand. Experian, partner alpha del formato, sta già usando questa modalità per parlare di credito e gestione del denaro in modo naturale, là dove gli snapchatter si sentono già a proprio agio. Non un pop-up, non un banner: una chat. Significa che il marketer non deve più solo progettare un visual, ma scrivere un flusso conversazionale, prevedere le domande e impostare un tono di voce coerente con il brand. La campagna si trasforma in un assistente.
L’impatto sulla relazione brand-utente è profondo: si passa da un modello “interrompo e mostro” a un modello “ascolto e rispondo”. E se My AI ha già abituato mezzo miliardo di persone a chiedere consigli a un assistente virtuale, gli AI Sponsored Snaps arrivano su un terreno fertile. Ma alzano l’asticella delle competenze richieste: chi fa advertising su Snapchat ora deve padroneggiare prompt design, analisi delle intenzioni e copywriting conversazionale. Servono figure ibride, a metà tra il creative strategist e il bot developer.
Checklist per il marketer: cosa cambia da domani
La nuova offerta Snap non è teoria: è già operativa, e il caso Experian dimostra che i brand possono attivare subito queste soluzioni. Ecco tre azioni immediate per chi gestisce campagne pubblicitarie sulla piattaforma. Primo: attivare gli AI Sponsored Snaps. Se lavori in un settore dove il contatto diretto con il consumatore è chiave – dai servizi finanziari all’e-commerce, dal travel all’entertainment – contatta il team Snap per testare il formato conversazionale. Experian è partito in alpha, ma l’accesso si sta allargando. Secondo: integrare lo Snap Creator Network. Invece di perdere tempo a cercare creator manualmente, usa lo strumento IA per individuare quelli più affini e scalare le collaborazioni con un processo automatizzato. Terzo: rivedere i KPI. Le Lenti GenAI hanno già alle spalle 38 miliardi di impressioni e rappresentano un canale di branding maturo: affianca ai classici CTR e viewability metriche conversazionali – tasso di risposta, completamento del dialogo, sentiment analysis – per misurare il vero valore di un’interazione one-to-one.
Il tempo degli esperimenti è scaduto. Chi non integra l’intelligenza artificiale nella propria strategia pubblicitaria resterà indietro, mentre chi lo fa adesso potrà accumulare dati e ottimizzazioni che costruiscono un vantaggio difficile da recuperare.
L’IA non è più un optional nella pubblicità social: chi la abbraccia oggi costruirà il vantaggio di domani.




