I referral da ChatGPT restano marginali mentre l’AI erode il traffico organico tradizionale
La sintassi cambia, il problema resta
Partiamo dal cambiamento tecnico per capire cosa è successo sotto il cofano. Il 20 agosto ChatGPT ha smesso di usare il JSON nelle chiamate di ricerca e ha introdotto un linguaggio compatto separato da pipe. Un esempio osservato: fast|Intercom Fin AI agent pricing 2026 live chat support|30|intercom.com. Il terzo campo, secondo l’interpretazione riportata nell’analisi, rappresenta una finestra di freschezza in giorni, calibrata su quanto velocemente la risposta diventa obsoleta. Non è un dettaglio cosmetico: suggerisce che ChatGPT sta pesando la recenza dei contenuti in modo più esplicito, domanda per domanda.
Il nuovo formato introduce anche una separazione netta tra tipi di ricerca. ChatGPT utilizza chiamate di tipo product per la ricerca in un catalogo di prodotti fisici, separate dalla ricerca web: sono apparse su domande relative a robot aspirapolvere e materassi, ma non sulle domande software testate. Nelle ricerche locali, invece, ChatGPT usa chiamate business per cercare luoghi, prendendo una posizione geografica, e poi verifica i nomi delle attività con ricerche web aggiuntive. Su una domanda relativa al caffè, la chiamata business è partita tre volte. Questo ha implicazioni concrete per chi gestisce SEO locale o e-commerce: non stai più ottimizzando pagine per un unico flusso di ricerca, ma per moduli diversi che si attivano in base all’intento.
Ma questa è solo la superficie. La storia vera è cosa dicono i dati sul traffico che ChatGPT genera davvero.
Cosa dicono davvero i numeri
Dopo il cambiamento tecnico, la domanda inevitabile è: quanto vale davvero questo canale? I numeri disponibili offrono una risposta scomoda. ChatGPT produce clic in uscita solo nel 5,2% delle sessioni di conversazione, molto al di sotto del tasso di referral di Google. Il dato arriva da uno studio accademico, non da una dashboard di marketing: è il tipo di evidenza che, in un test CRO, classificheresti come osservazione strutturale, non come fluttuazione di un singolo account. Quando un canale converte in clic una sessione su venti, ogni ottimizzazione per la presenza in quel canale va valutata con aspettative realistiche.
C’è un secondo numero che completa il quadro. Un accesso più ampio a ChatGPT riduce l’uso della ricerca tradizionale del 9,4%, con perdite maggiori per le categorie informative. Messo in sequenza, il paradosso diventa chiaro: l’AI search erode la ricerca tradizionale in misura misurabile, ma restituisce in referral una frazione minima di quel traffico perso. Non è un trasferimento uno a uno: è un restringimento del funnel. Per chi lavora su contenuti informativi, questo è il dato che dovrebbe orientare le priorità più di qualunque aggiornamento di sintassi.
La storia recente dei payload di ChatGPT mostra inoltre che il formato non è mai stato stabile. Già nel luglio 2024 OpenAI ha eliminato il campo result_source dai payload, secondo la documentazione tecnica di Suganthan. Il giorno successivo, la forma dei payload è cambiata di nuovo: le risposte di pensiero ora raggruppano le fonti per dominio sotto search_result_groups. Il 20 agosto 2025, stando al changelog di FanoutFox, la fan-out card ha smesso di mostrare nuove risposte, e le ricerche sono state spostate dalla conversazione salvata alla risposta live, causando la scomparsa del campo search_queries. Il pattern è coerente: chi insegue ogni modifica tecnica sta ottimizzando su sabbie mobili. Il segnale che conta non è il formato della chiamata, ma se quella chiamata produce un’azione misurabile.
Resta un nodo: se l’accesso a ChatGPT cresce e i clic restano bassi, cosa stiamo davvero ottimizzando?
La domanda che resta aperta
A questo punto non è più una questione di sintassi: è una questione di strategia. La domanda non è come adattare le pagine al nuovo linguaggio separato da pipe, ma se valga la pena farlo prima di aver verificato che questo canale porti sessioni qualificate. Con un tasso di clic in uscita del 5,2%, la metrica da tenere d’occhio non è la visibilità nelle risposte: è il costo opportunità di ogni ora spesa a rincorrere un formato che cambia mentre lo documenti. Non serve una conclusione, serve un prossimo test.
Non è la sintassi il problema: è il modello di traffico. Prima di riscrivere le pagine per il nuovo formato, chiediti se stai ottimizzando per un canale che converte solo il 5% delle sessioni in un clic.




