Il cambio di parsing colpisce i markup con entità doppiamente escapate, che prima venivano corretti automaticamente

Un rich snippet può sparire dai risultati senza che la pagina cambi di una virgola. Le entità HTML doppiamente escapate erano un errore che Google perdonava in automatico; da oggi, 21 agosto 2026, quel perdono è finito. L’annuncio, pubblicato il 21 agosto 2026 da Google Search Central, cambia una regola che molti siti davano per scontata.

Google ha cambiato l’estrazione JSON-LD e ora applica un solo passaggio di HTML unescaping. In pratica, le entità doppiamente escapate come & o ✔ non verranno più decodificate. Il paradosso è tutto qui: lo stesso blocco di codice, lasciato identico sulla pagina, può smettere di generare il rich snippet.

L’entità che Google non perdona più

Per capire il paradosso serve un dato. Finora il crawler di Google, quando incontrava testo HTML con doppio escaping nei dati strutturati JSON-LD, lo correggeva automaticamente. Un’entità come & veniva ridotta al carattere & e il rich snippet funzionava. Con il nuovo comportamento, il crawler applica rigorosamente la formattazione JSON standard quando legge i dati strutturati, invece di auto-correggere il testo HTML con doppio escaping. Il risultato è che un codice che prima passava la lettura ora può essere ignorato, senza modifiche alla pagina.

Il parser adesso fa sul serio (e cosa devi correggere)

Il cambiamento tecnico è netto. Google Search Central lo spiega con il riferimento a un solo passaggio di HTML unescaping: le entità doppiamente escapate come & o ✔ non verranno più srotolate. In termini pratici, il parser non fa più il secondo passaggio che trasformava l’entità escapata due volte nel carattere finale. È un passaggio a un’adesione più rigorosa allo standard JSON, non più una tolleranza verso errori di formattazione.

Per chi usa JSON-LD per i dati strutturati, l’indicazione di Google Search Central è aggiornare il codice e passare a escape JSON standard o escape esadecimali Unicode come \u0026. La differenza rispetto al passato è un contrasto: prima il sistema correggeva da solo il doppio escaping, adesso considera l’entità doppiamente escapata un valore letterale non conforme. Per chi fa ottimizzazione delle conversioni su e-commerce e landing page, il rischio è asimmetrico: un test A/B può non rilevare la perdita perché la pagina, a livello di rendering, resta identica. La stessa modifica è documentata anche in un post di Gary Illyes su LinkedIn.

Bing aveva già il validatore: il confronto che mancava

Da un lato Google restringe il parsing, dall’altro Bing espone strumenti di convalida attivi da anni. Già nell’agosto 2018 Bing supportava JSON-LD e forniva un Markup Validator in Bing Webmaster Tools. Non è una novità del 2026, ma un contrasto utile: mentre Google impone ora una conformità più stretta, il principale concorrente offre da tempo un validatore dedicato, rendendo più semplice accorgersi di un markup che non rispetta lo standard.

Resta una domanda aperta: quanti markup doppiamente escapati stanno già fallendo nei risultati senza che nessuno lo abbia ancora misurato? La modifica di Google non è solo un dettaglio tecnico: è un test di conformità che molti siti stanno già fallendo. Il prossimo passo non è chiedersi se correggere, ma quanta visibilità strutturata stai perdendo in silenzio, e chi la misurerà per primo.