La simulazione diventa azione diretta sulle campagne, ma i dati mostrano un’adozione ancora tiepida delle funzionalità AI Max
Chi gestisce campagne Search lo sa: i numeri del Performance Planner rassicurano, ma testare davvero budget e obiettivi di ROI (ritorno sull’investimento) su più campagne è un lavoro che si preferisce rimandare. A settembre Google promette di chiudere questo gap con un clic. Stando all’annuncio ufficiale di Google Ads pubblicato oggi, arriverà un nuovo modo per testare budget e obiettivi di ROI differenti su più campagne Search in un unico test A/B.
Il test A/B che mancava nel Performance Planner
Il cambio di passo è nell’integrazione tra pianificazione ed esecuzione. Già da oggi, con un clic, è possibile applicare direttamente alle campagne le modifiche suggerite dal Performance Planner: la simulazione non resta più un documento separato, ma diventa un’azione concreta sulle campagne Search. Per chi gestisce account con più campagne, il nuovo formato di test A/B in arrivo a settembre consente di comparare più scenari di budget e obiettivi di ROI in un unico esperimento, senza dover impostare test separati per ogni combinazione. In pratica, si può valutare l’effetto di un budget più alto contro un obiettivo di ROI più aggressivo in condizioni controllate, prima di intervenire sulle campagne reali.
La domanda che resta aperta è semplice: cosa aspettarsi davvero dai risultati? Per rispondere, conviene partire dai numeri che Google ha già mostrato.
La promessa nei numeri
Già nel maggio 2025, il blog ufficiale di Google segnalava che gli inserzionisti che attivano AI Max nelle campagne Search vedono tipicamente un aumento del 14% delle conversioni o del valore di conversione a parità di CPA (costo per acquisizione) e ROAS (ritorno sulla spesa pubblicitaria). Per le campagne che utilizzano principalmente parole chiave esatte e a frase, l’aumento tipico sale al 27%. Se i numeri sono così solidi, perché l’adozione resta indietro?
Il paradosso dell’adozione
La risposta arriva dai dati di utilizzo reale, non dagli annunci. Già nel marzo 2026, secondo quanto riportato da Search Engine Land, test indipendenti della stampa specializzata — 23 test su 16 inserzionisti — hanno mostrato che gli inserzionisti sono stati riluttanti ad adottare completamente le funzionalità di AI Max. Nei dati raccolti dalla stessa analisi, solo il 50% ha utilizzato la personalizzazione del testo e ancora meno, il 44%, ha abilitato l’ottimizzazione degli URL nelle suite AI Max. Sono percentuali che raccontano un’adozione tiepida: le leve disponibili restano spesso inutilizzate anche quando lo strumento è attivo.
Non è soltanto una questione di funzionalità mancanti. Google stessa riconosce che gli inserzionisti chiedono maggiore flessibilità e controllo creativo per prendere decisioni di ottimizzazione più intelligenti. Una risposta parziale arriva dal controllo del traffico branded: le impostazioni del marchio in Google Ads consentono di gestire meglio il traffico branded in base agli obiettivi pubblicitari e possono essere configurate per un esperimento anche quando la campagna base originale utilizza controlli brand legacy o non ne ha attivati.
Il paradosso è evidente: da un lato i benchmark promettono incrementi rilevanti, dall’altro l’adozione reale resta a metà. Se solo la metà degli inserzionisti attiva la personalizzazione del testo e meno della metà l’ottimizzazione degli URL, il divario non è tecnologico ma decisionale. I numeri del Performance Planner e i benchmark di AI Max raccontano cosa è possibile; i dati di utilizzo raccontano cosa succede davvero quando una funzionalità incontra la routine di chi pianifica. Il nuovo test A/B arriva esattamente in questo punto: abbassa la soglia della sperimentazione, porta la pianificazione direttamente in campagna e riduce il costo — in tempo e attenzione — di verificare se un budget o un obiettivo di ROI diverso funziona davvero. La domanda aperta resta se basterà a convincere chi finora è rimasto ai margini a trasformare i benchmark in decisioni di budget concrete.
Per chi pianifica campagne, settembre non sarà solo una data: sarà la prova se un clic può colmare il divario tra benchmark promettenti e utilizzo reale delle funzionalità AI Max.




