La nuova piattaforma pubblicitaria di Apple esclude i mestieri a domicilio, categorie chiave per Google Local Services Ads
Oltre un miliardo di ricerche rilevanti per le aziende al mese, una su due che si traduce in un’azione. È il tipo di numeri che ogni responsabile media vorrebbe portare a un tavolo di pianificazione, e li trovi riepilogati su la pagina ufficiale degli annunci di Apple Maps. Ma quando apri la policy, il quadro cambia: idraulica, elettricità, HVAC e tetti non possono comprare. È qui che si gioca la vera valutazione per chi spende in local marketing.
I numeri che sposterebbero un budget
I dati di Apple dipingono un canale con volumi non ignorabili. Oltre al miliardo di ricerche rilevanti ogni mese su Maps, c’è un dato demografico da tenere d’occhio: Gen Z e Millennials rappresentano il 57% degli utenti di Maps, una platea che per molte attività locali coincide con il pubblico più difficile da intercettare altrove. La promozione di lancio chiude il cerchio: un rimborso del 15% sulla spesa mensile per un intero anno, un incentivo concreto per testare il canale senza esporre tutto il budget. Per chi pianifica campagne locali sono indicatori che meritano attenzione. Ma il volume di ricerca non basta: è la policy, non il traffico, a definire chi può davvero comprare.
Il buco nella torta: chi resta fuori da Apple Maps Ads
La policy di Apple Maps Ads esclude i servizi domestici: idraulica, impianti elettrici, HVAC e coperture, esattamente le categorie che Google monetizza tramite Local Services Ads (LSA), il formato che ancora oggi fa da perno alla pianificazione locale dei servizi a domicilio. Come emerge dall’analisi della policy di Apple Maps Ads, gli operatori di servizi domestici sanno di essere fuori dal lancio, e questo rimuove Apple dai piani media locali su cui Google LSA costruisce i lead. Non è una questione marginale: se gestisci account per idraulici, elettricisti o imprese edili, Apple Maps Ads oggi non è un canale attivabile.
Il confronto con la storia recente rende la posta in gioco ancora più chiara. Già nel 2022, secondo Bloomberg, Apple aveva testato internamente annunci Search Ads basati su parole chiave dentro Maps, stimando che il prodotto avrebbe potuto far crescere il business pubblicitario da circa 4 miliardi di dollari annui a cifre a doppia cifra, come riportato da un report di TechCrunch. Ora che il prodotto è arrivato, l’esclusione dei servizi domestici restringe il perimetro ma non riduce la pressione competitiva: secondo Greg Carlucci di Gartner, gli annunci di Apple Maps competeranno direttamente con quelli di Google Maps, data l’adozione e la penetrazione di mercato dei dispositivi Apple.
Per chi pianifica local marketing, il calcolo del ROAS (return on ad spend, il ritorno sulla spesa pubblicitaria) cambia radicalmente: un canale con un miliardo di ricerche al mese ma che esclude intere categorie ad alto valore non è un sostituto, è un’opportunità condizionata. La domanda per i planner è una sola: con quali categorie si può entrare, e cosa va fatto prima dell’attivazione?
La mossa operativa: rivendicare, testare, non sostituire
Il percorso è già definito. Già nell’aprile 2025 Apple aveva allargato gli orizzonti rinominando Apple Search Ads in Apple Ads, come segnalato in un’analisi di Mobile Dev Memo. Poi, lo scorso 14 aprile, è arrivato Apple Business in oltre 200 paesi, e come indicato nell’annuncio ufficiale di Apple Business, le aziende devono prima rivendicare la propria posizione su Maps. La nuova opzione per inserire annunci locali in Maps negli Stati Uniti e in Canada è stata annunciata per quest’estate. Operativamente, il rimborso del 15% va usato come budget di test: si misura prima il ritorno sulla spesa, poi eventualmente si scala. Ma per i servizi domestici il consiglio è netto: non spostare un solo euro da Google LSA, perché oggi non c’è un’alternativa Apple su cui contare.
Per chi gestisce campagne locali, Apple Maps Ads non è un’alternativa a Google Local Services Ads: è un test incrementale su categorie non escluse. La prima mossa resta rivendicare la posizione su Apple Business, già disponibile da aprile, e usare il rimborso del 15% per misurare il ritorno sulla spesa prima di spostare un solo euro.




