La verifica incrociata dei dati degli operatori Kyivstar, Vodafone Ukraine, lifecell e Ukrtelecom smentisce le stime dichiarate dalla piattaforma

Quando Google dice di raggiungere una certa quota di pubblico in Ucraina, i dati incrociati di Kyivstar, Vodafone Ukraine, lifecell e Ukrtelecom dicono che sono la metà. Lo scorso 21 maggio 2026, poco meno di quattro mesi fa, il lancio nazionale dell’infrastruttura di identità cross-telecom ha reso possibile questo controllo. Tutti e tre gli operatori mobili ucraini e il più grande operatore di rete fissa sono integrati nella piattaforma: il dato non arriva da una stima esterna, ma dall’attività reale delle reti telecom.

La reach di Google in Ucraina vale la metà

Lo studio condotto con i tre operatori mobili ucraini, Kyivstar, Vodafone Ukraine e lifecell, ha misurato il pubblico digitale attivo del paese attraverso l’attività reale della rete telecom e ha rilevato una sovrastima doppia nelle stime di pubblico raggiungibile riportate da Google. Il risultato non è un dettaglio tecnico: se il punto di partenza è gonfiato del doppio, ogni decisione a valle — budget, copertura, frequenza, soglie di conversione — nasce falsata. Il lavoro si inserisce in un percorso riconosciuto: myGaru ha vinto il premio Best Data Clean Room ai Digiday Technology Awards 2025, secondo Digiday Technology Awards.

Come è possibile che una piattaforma come Google sbagli del doppio? E cosa rende oggi possibile una misurazione più affidabile? La risposta non sta in una nuova tecnologia di tracciamento, ma in un cambio di fonte segnale: dalla navigazione al segnale di rete.

Perché un solo operatore non basta (e cosa cambia insieme)

Il limite strutturale, spiega Gorokhov, è duplice. Un’analisi sul panorama competitivo degli operatori telecom mostra che i segnali a livello DNS — il Domain Name System, il sistema che traduce i nomi di dominio in indirizzi IP — forniscono solo una bozza approssimativa dell’intento: puoi sapere se qualcuno ha visitato un sito automotive, ma non se ha cliccato su un annuncio. In più, la copertura di un singolo operatore raggiunge al massimo la metà di un mercato regionale. MyGaru, fondata nel 2019, è passata da una missione di controllo dei dati degli utenti a segnali di identità basati sulla rete telecom come unico identificatore stabile e indipendente dai cookie.

L’approccio di MyGaru, sempre secondo l’analisi, è integrare più operatori sulla stessa piattaforma, combinando la loro portata senza combinare i loro dati: un abbonato su una rete e uno su un’altra possono essere identificati attraverso lo stesso sistema. È questo che spiega la portata dichiarata: secondo myGaru, può raggiungere più di 115 milioni di utenti nei mercati attivi, che includono Ucraina, Vietnam e Azerbaigian, e può farlo perché entra solo in mercati in cui è raggiungibile almeno il 70% della copertura della popolazione, concedendo in licenza la tecnologia a partner operativi locali. La base ucraina non è marginale: Kyivstar serve più di 22 milioni di clienti mobili e oltre 1,2 milioni di clienti fissi di internet domestico già al 13 marzo 2026, secondo JSC Kyivstar; Vodafone Ukraine ha investito 57,2 miliardi di grivna (UAH) nella costruzione di reti Internet ad alta velocità dal 2015 al 2025, secondo Vodafone Ukraine.

Domani mattina: cosa fare con la reach reale (se esiste)

Dall’analisi tecnica si passa all’operatività: il vantaggio non è per chi ha i dati, ma per chi li compra con un criterio. Secondo Vitaliy Morozenko, l’identificatore cross-telecom forma uno standard unificato di identificazione per il mercato dei dati, creando le condizioni per lo sviluppo di un’economia dei dati sovrana in Ucraina. Kyivstar ha implementato la tecnologia myGaru per proteggere gli abbonati nel cyberspazio, sostituendo i cookie di terze parti e gli identificatori dei dispositivi. Secondo Andriy Zheleznyak, i cookie di terze parti e gli identificatori dei dispositivi consentono a chiunque, inclusi i servizi di intelligence stranieri, di tracciare le azioni online degli ucraini.

Per chi compra reach e gestisce dati in mercati dove la copertura myGaru supera il 70%, il messaggio operativo è chiaro: i numeri di piattaforma vanno verificati con segnali di rete indipendenti, non accettati come punto di partenza. Non è una questione di privacy contro targeting: è una questione di unità di misura condivisa. La reach non è solo un numero da report: è la base su cui si compra e si vende attenzione. Se il parametro è sbagliato del doppio, chi pianifica domani deve chiedere accesso ai segnali telecom, non fidarsi dei numeri di piattaforma. Per chi lavora sul traffico organico il principio è lo stesso: se la metrica di partenza è gonfiata, ogni ottimizzazione a valle — dal budget alle soglie di conversione — è falsata. La domanda aperta resta: il mercato pubblicitario globale accetterà di essere misurato da standard locali?