Il dato riguarda soprattutto le grandi SPA, mentre la maggior parte delle origin ha traffico da soft navigation quasi nullo
Nei giorni scorsi, con la release di ottobre 2026, Google ha pubblicato in CrUX le metriche sperimentali delle soft navigation. Il dato che colpisce subito è un salto dal 26% all’87% di pagine con LCP “Good” per le origin che su Android hanno tra il 75% e il 100% di visualizzazioni da soft navigation. Sembrerebbe la notizia dell’anno per chi lavora sulle single-page application. Peccato che non significhi che le SPA siano diventate più veloci: Google chiarisce che si tratta di una più equa attribuzione dei clic successivi, non di un reale miglioramento delle prestazioni.
Un balzo del 61% che non significa velocità: il paradosso delle soft navigation
Per chi ottimizza le SPA, il punto è rilevante: il LCP non viene più contato soltanto sul primo caricamento, ma anche sui passaggi successivi che prima finivano in una zona grigia. Questo non rende il sito più rapido, ma attribuisce in modo più corretto l’esperienza di navigazione successiva. Le metriche sperimentali sono consultabili nel dataset CrUX BigQuery, nell’API CrUX e nell’API CrUX History a partire dalla release di ottobre 2026. Il rischio interpretativo, però, è concreto: leggere quei numeri come un miglioramento reale sarebbe un errore di attribuzione, non di misurazione.
La coda lunga non fa soft navigation: 7% su Android, 10% su Desktop
Il paradosso si sgonfia quando si guarda alla distribuzione reale. Circa il 70% delle origin presenti in CrUX ha pochissimo o nessun traffico da soft navigation, con meno del 5% delle visualizzazioni di pagina classificate come “soft”. Inoltre, solo il 7,0% delle origin su Android e il 10,6% su Desktop supera il 50% di visualizzazioni da soft navigation. In altre parole, la maggior parte dei siti continua a essere misurata quasi esclusivamente sui caricamenti di pagina completi, e per loro le metriche sperimentali cambiano poco o nulla.
La concentrazione è netta: tra i primi 1.000 siti, il 35% su Android e il 42% su Desktop si basa sulle soft navigation per più della metà delle visualizzazioni di pagina. Sono soprattutto le grandi SPA, quelle con flussi di navigazione interni frequenti, a beneficiare della nuova attribuzione. Per il resto della coda lunga, il balzo dell’LCP “Good” resta un fenomeno statistico limitato a una minoranza di casi ad alto traffico.
Maggio 2027 e i browser fuori da Chromium: l’incognita che resta
La sperimentazione ha una scadenza: come indicano le FAQ ufficiali sulle metriche SPA di Chrome, l’obiettivo è far uscire le metriche di soft navigation dalla fase sperimentale entro maggio 2027. Ma il problema di fondo non è soltanto tecnico. I motori di rendering diversi da Chromium non supportano ancora queste API, quindi per quei browser i Core Web Vitals possono essere misurati solo sui caricamenti di pagina completi. Questo lascia un vuoto di comparabilità tra i browser e pone una domanda che per ora resta aperta: quando le metriche saranno stabili, misureranno davvero l’esperienza utente, o soltanto un nuovo modo di contare i clic?
Le metriche sperimentali sono un cambio di lente, non di motore. Per chi lavora sulle SPA, la domanda non è se il LCP risulta “Good”, ma se l’esperienza utente è davvero migliorata. Per ora, i dati dicono che solo pochi grandi siti possono davvero misurarla. Da testare resta cosa succederà a maggio 2027 e fuori da Chromium.




