La reportistica si aggiorna dal 24 agosto, ma da maggio i dati sull’IA mostrano come i prodotti emergono nelle risposte
Come anticipato dalla società, dal 24 agosto 2026 i report sulle prestazioni di Merchant Center verranno aggiornati per migliorare la chiarezza e fornire una visione completa dell'impatto dei prodotti. Fin qui, un ritocco di reportistica. Il punto è un altro. Dal 27 maggio Google ha introdotto in Merchant Center gli approfondimenti sulle prestazioni dell'IA, pensati per mostrare come i prodotti vengono scoperti sulle superfici di intelligenza artificiale generativa: AI Mode, la modalità di ricerca conversazionale; gli AI Overviews, i riquadri generativi che appaiono sopra i risultati di ricerca classici (la SERP, Search Engine Results Page, cioè la pagina dei risultati di ricerca); e l'app Gemini.
A parlare chiaro è il report AI performance insights, disponibile da maggio: offre una visione trasparente di come il marchio viene scoperto nell'ecosistema generativo di Google, rivelando le prestazioni su AI Mode e AI Overviews. Tradotto per chi lavora su feed e cataloghi: non si misura più solo il clic sulla scheda Shopping, ma la presenza del prodotto nella risposta generata. È il passaggio dalla metrica della campagna alla metrica della scoperta. Eppure la reportistica è solo la superficie: sotto c'è una normalizzazione più ampia delle superfici commerciali.
Policy uniche e annunci veicoli globali: la base per una SERP commerciale senza confini
Dai report alla struttura. A settembre 2026 Google consoliderà le policy per gli annunci Shopping e le inserzioni gratuite in un unico insieme di policy Shopping, con l'obiettivo dichiarato di migliorare organizzazione e chiarezza. Per i merchant significa un solo quadro regolatorio da presidiare, ma anche meno margine per strategie differenziate tra canale a pagamento e visibilità gratuita: il trade-off va messo in conto.
In parallelo, i formati si allargano. Da giugno 2026 gli annunci di veicoli sono disponibili per tutti gli inserzionisti del settore in Giappone, mentre da maggio negli Stati Uniti si sono estesi ad ATV, RV, UTV e rimorchi non motorizzati come travel trailer e camper. Gli annunci di veicoli sono attualmente disponibili negli Stati Uniti e in arrivo in più paesi. A completare il quadro, da luglio Google ha rimosso il branding "Next": la piattaforma si chiama semplicemente Google Merchant Center, come indicato nella documentazione ufficiale del supporto. Regole unificate, formati estesi, piattaforma consolidata: è la base per una SERP commerciale senza confini. Resta una domanda: se la superficie commerciale si allarga, chi cattura davvero la domanda? I numeri di Amazon su Rufus offrono un indizio.
Rufus come canarino: il benchmark che dice cosa fare domani mattina
Amazon ha già acceso i fari sul comportamento d'acquisto assistito dall'AI. Oltre 250 milioni di clienti hanno utilizzato Rufus, l'assistente AI per lo shopping quest'anno: gli utenti medi mensili sono cresciuti del 149% e le interazioni del 210% nell'ultimo anno. Il dato operativamente più rilevante è un altro: i clienti che usano Rufus mentre fanno acquisti hanno oltre il 60% di probabilità in più di effettuare un acquisto durante quella sessione.
Perché questi numeri contano per chi gestisce Merchant Center? Perché descrivono un comportamento che Google sta provando a intercettare con la stessa infrastruttura: superfici AI, report dedicati, policy unificate. Rufus è il canarino nella miniera: mostra che l'acquirente che dialoga con l'assistente non è un caso limite, ma una quota crescente e ad alta propensione all'acquisto. Il report AI performance insights di Google è la risposta competitiva, ma ha valore solo se entra nel flusso di lavoro quotidiano.
Le implicazioni operative sono tre. Prima: il feed prodotto va trattato come un asset per l'AI, non come un file tecnico da validare una volta al mese: titoli, attributi e struttura determinano come il catalogo viene letto e citato nelle risposte generate. Seconda: le policy unificate di settembre vanno anticipate, non subite, perché la conformità diventa il prerequisito per comparire su più superfici. Terza: la misurazione va spostata dal rendimento della singola campagna alla presenza del catalogo nelle superfici generative, usando i dati già disponibili da maggio come linea di base prima che il 24 agosto renda il confronto più complesso.
Non è una questione di report: è il passaggio dalla gestione delle campagne alla gestione della presenza del catalogo nelle risposte generate. Chi tratta il feed come un asset AI, non come un file tecnico, sarà visibile quando la SERP smette di essere una lista blu.




