La migrazione alle nuove risorse Goal e CampaignGoalConfig richiede una revisione completa delle query e delle integrazioni esistenti

Hai un’automazione che interroga CustomerLifecycleGoal o CampaignLifecycleGoal? Da ieri restituisce errore. La documentazione ufficiale del Google Ads API, aggiornata ieri, descrive una configurazione degli obiettivi del ciclo di vita basata su risorse dedicate; le due risorse a cui eri abituato, invece, non ci sono più. Non è un bug: è il nuovo modo in cui Google Ads gestisce gli obiettivi di acquisizione e fidelizzazione, con un impatto diretto su chi pianifica campagne Performance Max.

Sparite senza preavviso

Google Ads API v25 ha rimosso le risorse CustomerLifecycleGoal e CampaignLifecycleGoal senza periodo di transizione, come documentato da PPC Land. Per chi gestiva Performance Max, l’effetto è immediato: gli obiettivi di fidelizzazione, usati principalmente per le campagne Performance Max, non possono più essere letti o impostati tramite le vecchie chiamate. La funzionalità, però, non è stata depotenziata. Google ha lanciato gli obiettivi di retention per Performance Max a tutti gli inserzionisti e, già nell’aprile 2025, aveva ampliato gli obiettivi del ciclo di vita del cliente con capacità di retention e win-back, come ricostruisce la pagina di supporto dedicata agli obiettivi di retention. Il punto non è se gli obiettivi di ciclo di vita esistano ancora, ma con quali risorse si lavora adesso.

La nuova configurazione: Goal, CampaignGoalConfig e UserListCustomerType

La risposta è nella nuova architettura dell’API. Gli obiettivi del ciclo di vita del cliente si configurano a livello di account con la risorsa Goal e a livello di campagna con la risorsa CampaignGoalConfig. La segmentazione del pubblico, invece, va gestita con la risorsa UserListCustomerType. Cambia la logica di configurazione: prima avevi risorse dedicate all’acquisizione e alla retention; adesso la risorsa Goal definisce l’obiettivo a livello di account, la CampaignGoalConfig lo applica alla singola campagna, e la UserListCustomerType determina il pubblico corretto. Per Performance Max, gli obiettivi di fidelizzazione possono essere impostati a livello di account o di campagna.

Anche la lettura dei dati segue il nuovo perimetro: gli obiettivi del ciclo di vita possono essere recuperati con i metodi search o searchStream di GoogleAdsService. Chi ha script, feed o integrazioni che interrogavano CustomerLifecycleGoal o CampaignLifecycleGoal deve riscrivere non solo i nomi delle risorse, ma anche la struttura delle query e la mappatura dei risultati. Ogni integrazione basata sulle vecchie risorse va migrata a Goal e CampaignGoalConfig, altrimenti perde la capacità di leggere e modificare gli obiettivi. Il quadro strategico resta solido: secondo la guida di Google Ads sugli obiettivi del ciclo di vita, questi strumenti aiutano ad aumentare il valore dei clienti nuovi ed esistenti, rivitalizzando l’acquisizione, cercando nuovi clienti di alto valore o coinvolgendo nuovamente quelli inattivi.

Per chi pianifica: aggiornare l’automazione o restare fuori

La domanda non è se aggiornare, ma quando. Ogni giorno con le vecchie risorse è un giorno senza controllo programmatico sugli obiettivi di retention. Nel frattempo il perimetro competitivo si è mosso: già a gennaio 2026, l’obiettivo New Customer Acquisition di Microsoft Advertising offre due modalità esplicite, aumentare le offerte per nuovi clienti o concentrarsi esclusivamente sull’acquisizione di nuovi clienti. Chi gestisce budget su più piattaforme ha un termine di paragone preciso: se non migri le integrazioni API di Google Ads, perdi la possibilità di applicare le stesse leve di retention e acquisizione in modo programmatico.

Non aspettare che le campagne vadano in deriva: verifica oggi quali integrazioni API usano le vecchie risorse e pianifica la migrazione a Goal e CampaignGoalConfig. Il controllo sugli obiettivi di retention è ora una variabile tecnica, non solo strategica.