Meta: Andromeda è cresciuta cento volte, ma le conversioni restano limitate.
Cento volte più annunci, qualche decimale di conversioni
Partiamo dalla scala. Secondo Meta, in produzione Andromeda individua i migliori candidati a un ritmo di oltre un miliardo di annunci al secondo. L’azienda lo presenta come un nuovo riferimento per i modelli della fase di retrieval, con un aumento di 100 volte rispetto alla versione del 2024. Sono due ordini di grandezza.
Ora i risultati di business. In un aggiornamento rivolto agli inserzionisti, Meta spiega che nel terzo trimestre ha aumentato di 10 volte la complessità di Andromeda senza far crescere i costi di calcolo né il fabbisogno di hardware. Il risultato dichiarato è +1,37% di conversioni su Facebook e +0,24% su Instagram Reels. Messi uno accanto all’altro, i numeri pongono una domanda che chi lavora di ottimizzazione si fa spesso. Se la capacità cresce di due ordini di grandezza e le conversioni di qualche decimale, il problema sta nel modello, nella metrica o nelle aspettative?
Dentro la macchina: dove finiscono i FLOP risparmiati
Per capire perché le conversioni si muovono poco bisogna guardare dove va a finire il guadagno di efficienza. Andromeda, come Meta lo aveva descritto nella presentazione originale del motore, è un sistema di retrieval per annunci personalizzati che gira sul superchip NVIDIA Grace Hopper. Il retrieval è il primo setaccio: tra un numero enorme di annunci possibili sceglie i candidati da passare al ranking, che li ordina in modo più fine. In termini di funnel,
il retrieval decide chi entra nel negozio, il ranking decide a chi il commesso dedica attenzione.
La novità tecnica è l’architettura Retrieval Mixture-of-Experts. Secondo Meta raggiunge prestazioni vicine a quelle di un modello di ranking, in un sistema classico retrieval-poi-ranking, con circa 300 volte meno FLOP di inferenza rispetto al modello di retrieval del 2024. Su una singola GPU GH200 il throughput di inferenza supera i 10 miliardi di annunci al secondo. C’è poi una scelta di architettura di sistema: index matching, scoring e selezione top-K stanno sulla stessa GPU. Questo riduce il traffico di rete di circa 100 volte e riporta il collo di bottiglia sul calcolo della GPU invece che sulla rete. La collaborazione con NVIDIA, avviata a inizio 2026, ha avuto una divisione dei compiti precisa. NVIDIA ha fornito kernel GPU ottimizzati, Meta ha integrato e misurato l’intera pipeline. Il risultato riportato è uno speedup da 2 a 5 volte rispetto alla baseline per ciascun componente.
Qui sta il punto per chi fa CRO. L’efficienza non è stata incassata come risparmio, è stata reinvestita. Il budget computazionale liberato è servito a rendere il modello 10 volte più complesso a costi invariati. Somiglia a un team che, dopo aver velocizzato il sito, usa i millisecondi guadagnati per caricare più personalizzazione invece di tagliare i server. L’efficienza è reale e misurata componente per componente. Il legame tra quella efficienza e le conversioni, però, è un’altra misura e va letta con altri criteri.
Il 2,4% che nessuno può ritestare
Torniamo alla metrica di business, con lo scetticismo di chi legge report di test ogni giorno. Il dato più citato è un altro: dal 2025 Andromeda avrebbe prodotto un aumento del 2,4% delle conversioni su Facebook. Va trattato come contesto storico e cumulativo. Copre un periodo lungo e diverse iterazioni del sistema, e non va confuso con l’1,37% e lo 0,24% del terzo trimestre, che misurano l’effetto di un singolo intervento.
Tutti questi numeri sono metriche dichiarate dall’azienda. Nei materiali pubblicati non compaiono la metodologia del test, gli intervalli di confidenza, la baseline di riferimento né l’effetto minimo rilevabile. Nessuno dice se si tratta di un holdout, di un confronto pre/post o di una media su segmenti eterogenei. Questo non significa che i numeri siano sbagliati. Su un volume come quello di Meta, anche uno 0,24% può corrispondere a un valore economico consistente e risultare statisticamente solido. Ma l’inserzionista non può verificarlo, e un risultato non verificabile resta, per chi deve giustificare una scelta con i dati, un indizio e non una prova.
Resta poi la domanda di fondo. Il retrieval è ancora il punto del funnel dove si guadagna di più, oppure i prossimi incrementi dipenderanno da altro, cioè dal ranking, dalla creatività, dalla qualità del segnale di conversione? Andromeda dimostra che si può avere 100 volte più capacità a costi invariati. Non dimostra che valutare più annunci produca utenti più convinti. Il test che manca è quello che separa il contributo del retrieval da quello del ranking e della creatività. Finché non ci sarà, +1,37% e +0,24% restano numeri da prendere sul serio, ma da non imitare alla cieca.




