Quattro dei cinque paesi erano già nella documentazione Amazon dal 2026, mentre l’espansione porta a un perimetro di 34 mercati
Secondo l’annuncio pubblicato ieri da Amazon Advertising, Amazon DSP si espande a cinque nuovi mercati: Belgio, Polonia, Singapore, Egitto e Sudafrica. Il comunicato racconta un’apertura: la console Amazon DSP ora supporta la creazione di campagne in questi paesi e gli inserzionisti possono acquistare programmaticamente annunci display, video e audio su proprietà Amazon e sull’internet aperto. A questo si aggiungono l’accesso ai segnali di audience unici di Amazon, strumenti di ottimizzazione basati sull’IA come Performance+ e Brand+, reportistica unificata e Amazon Marketing Cloud.
Ma è qui che il racconto si incrina. Per chi lavora su conversioni e budget, il comunicato non è il punto di partenza: lo sono i dati, la documentazione tecnica e il comportamento reale del mercato. E da quel punto di vista, la novità è meno netta di quanto sembri.
Cinque nuovi mercati, quattro già in circolazione da mesi
Il paradosso è immediato. Secondo l’analisi di PPC Land, quattro dei cinque paesi presentati come “nuovi” per Amazon DSP erano già comparsi nella documentazione ufficiale di Amazon nel corso del 2026. Non si tratta di un dettaglio tecnico: se il perimetro era già documentato, la parola “nuovo” descrive meno un’apertura commerciale e più la formalizzazione di un’infrastruttura già predisposta.
La conseguenza è che l’annuncio non va letto come un cambio di disponibilità, ma come un cambio di stato: ciò che prima era implicito nella documentazione diventa ora operativo nella console. Resta però una domanda: se quattro paesi su cinque non sono davvero nuovi, che cosa sta standardizzando Amazon per gli inserzionisti?
La standardizzazione che vale 34 paesi
La risposta sta nei dati, non nel comunicato. L’espansione a cinque località continua la standardizzazione pluriennale di Amazon su un unico perimetro geografico di 34 paesi per audience, reportistica e infrastruttura account. Non si tratta di accendere nuovi mercati, ma di allineare strumenti e dati a un modello già rodato altrove.
Che cosa ricevono in concreto gli inserzionisti locali? L’accesso ai segnali di audience unici di Amazon, costruiti da comportamenti di acquisto, streaming e navigazione, insieme a strumenti di ottimizzazione basati sull’IA come Performance+ e Brand+. A questo si aggiungono campagne full-funnel, dalla consapevolezza all’acquisto, con reportistica unificata e accesso ad Amazon Marketing Cloud. Il punto non è la geografia: è la standardizzazione dei dati e degli strumenti pubblicitari che Amazon sta imponendo ai mercati.
Il contesto economico spiega perché questa convergenza stia accelerando. Già nel quarto trimestre del 2025, Amazon ha riportato una crescita del fatturato pubblicitario del 23% su base annua, superando di 10 punti la crescita del mercato CTV, come segnalato da AdExchanger. La sovraperformance rispetto alla televisione connessa non è un dettaglio: indica che la domanda degli inserzionisti si sta spostando proprio verso infrastrutture di acquisto programmatico con segnali proprietari. Standardizzare 34 paesi significa rendere questa domanda operativa con gli stessi strumenti, ovunque.
Sudafrica: 27 milioni di acquirenti e una domanda aperta
Tra i cinque mercati, il Sudafrica è l’unico con un segnale di mercato già misurabile. Gli annunci sponsorizzati sono partiti da poco nel paese e le previsioni indicano oltre 27 milioni di acquirenti online entro il 2028. La base di acquirenti esiste e sta crescendo, ma la domanda per chi deve giustificare la spesa non è se entrare: è quali segnali e quali soglie di conversione misurare prima di destinare budget incrementale a DSP in un mercato dove gli annunci sponsorizzati sono appena partiti.
Non fidarti dell’annuncio: il perimetro Amazon è già attivo, ma il vero esperimento è capire quali segnali e quali mercati rispondono alla tua spesa prima di scalare.




