Disallineamento tra superfici di ricerca emerso nel 2023: Google confermò un problema di indicizzazione che colpì tutti gli editori.

Barry Schwartz, firma storica dell’analisi SEO, ha pubblicato ieri un post su Bluesky chiedendo: «forse è una domanda stupida, ma perché una pagina del Wall Street Journal appare nella scheda All ma non nella scheda News?». La domanda è tutto fuorché stupida: è il sintomo di un problema che, come vedremo, non riguarda soltanto una singola testata e chiama in causa chiunque pianifichi visibilità e campagne sui canali di Google.

L’anomalia del WSJ

Il caso è concreto: una pagina del Wall Street Journal, testata tra le più autorevoli al mondo, viene servita nella scheda All di Google ma non compare nella scheda News, dove dovrebbe avere piena cittadinanza. Non si tratta di un dettaglio per puristi della SEO: per chi gestisce visibilità e campagne, la scheda News è una superficie che porta traffico qualificato e opportunità di posizionamento. Come è possibile che un editore di tale autorevolezza non sia rappresentato? Per capirlo serve tornare indietro nel tempo.

Un problema strutturale dal 2023

La risposta arriva tornando al luglio 2023, quando Google ha confermato ufficialmente un problema di indicizzazione di Google News che ha colpito tutti gli editori: i contenuti sono rimasti indicizzati nella ricerca web mentre la visibilità su Google News è diminuita. Non era un bug occasionale, ma un disallineamento tra le diverse superfici di ricerca. Negli ultimi giorni, come rilevato da Search Engine Roundtable, alcuni editori segnalano che i loro contenuti, pur essendo indicizzati e serviti nei risultati di ricerca di Google, mancano dalla scheda Notizie.

La ragione profonda di questa biforcazione è nelle regole ufficiali di Google. Nel documento su come funziona Google News, l’azienda spiega che gli algoritmi sono progettati per elevare notizie da fonti esperte e autorevoli, e che richiede ai publisher trasparenza su proprietà del sito, paternità degli articoli, firme e altro. Inoltre, l’inclusione nelle superfici di notizie (come la scheda News) è governata da sistemi automatizzati separati e politiche editoriali, distinte dal ranking generale del web. In pratica, il posizionamento nella scheda All e quello nella scheda News non sono la stessa cosa: sono due giochi con regole diverse.

Per chi pianifica budget e contenuti, questo significa che la visibilità nella scheda News non è un’estensione automatica dell’indicizzazione web. Se la conformità alle policy di trasparenza viene meno, la scheda News può semplicemente smettere di mostrare il contenuto, anche se la scheda All continua a servirlo. Ma se il problema persiste ancora oggi, chi ne sta approfittando? La risposta arriva dai dati competitivi.

Il sorpasso silenzioso di Yahoo

Il problema del WSJ non è solo tecnico: è il sintomo di un riallineamento competitivo. Durante l’incidente di indicizzazione del 2023, come segnalato da Will Flannigan, i contenuti sindacati di Yahoo hanno visto un aumento vertiginoso della visibilità su Google News, riempiendo gli spazi persi dagli editori affermati. In pratica, mentre una testata come il Wall Street Journal perdeva presa nella scheda News, i contenuti syndicated di Yahoo guadagnavano terreno in modo esplosivo.

Per chi gestisce campagne o ottimizza la visibilità, il messaggio è chiaro: la scheda News non è più un canale da dare per scontato. Bisogna verificare la presenza effettiva dei contenuti, monitorare la conformità alle policy di trasparenza e considerare la concorrenza dei contenuti sindacati. L’allocazione delle risorse va rivista: la visibilità non è più garantita nemmeno per i grandi editori.

Se gestisci campagne o contenuti che dipendono dalla visibilità su Google News, smetti di dare per scontata la scheda News. Monitora la presenza effettiva, verifica le politiche di trasparenza richieste e considera la concorrenza dei contenuti sindacati: l’equilibrio è cambiato e la visibilità non è più garantita nemmeno per i grandi editori.